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Febbraio 2018 - L' arte incontra la spiritualità che emoziona. A Bologna, Stefano Vietina presenta il suo libro  “Il ricordo e l'emozione”,  dedicato alle prime vacanze di Papa Giovanni Paolo II in Comelico e Cadore, avvenute trenta anni fa. L'incontro sarà l'evento inaugurale, il 27 febbraio alle ore 17.30 della rassegna “Arte Contemporanea a Palazzo Fantuzzi" (in Galleria Farini, via San Vitale 43 a Bologna) a cura di Nadine Nicolai, con la collaborazione del Critico d'Arte Prof. Giorgio Grasso.

La rassegna d'Arte Contemporanea, che proseguirà fino al 10 marzo, è stata ideata dalla curatrice Nadine Nicolai con la collaborazione del Critico d'Arte Prof. Giorgio Grasso, ed è aperta ad artisti affermati contemporanei e ad artisti emergenti che vogliano farsi conoscere. Si tratta di un'occasione per presentare la creatività di artisti del nostro tempo, senza limiti nella tecnica o nel linguaggio. La curatrice ha inteso dedicare questa mostra collettiva al mondo femminile, soprattutto alle donne che subiscono violenza psicologica come lo stalking. 

Trenta anni fa c'era un Papa in Cadore: Giovanni Paolo II, un gigante della storia, che ha contribuito a mutare le sorti del mondo. Basti pensare al suo ruolo nella caduta del Muro di Berlino e nella fine della Guerra Fredda. Fu anche, fra l'altro, il Papa che portò sulla ribalta internazionale il Cadore, il Comelico e le vette Dolomitiche che definiscono queste stupende valli, decidendo di trascorrervi le sue vacanze. Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, oggi Santo, arrivò per la prima volta a Lorenzago l'8 luglio del 1987 e vi rimase fino al 14. Per poi tornarvi altre cinque volte, fino al 1998. Il nostro libro, parla proprio di quel primo soggiorno a Lorenzago, raccogliendo alcune testimonianze dirette, toccanti, emozionanti, espresse da persone semplici che all'improvviso si trovarono di fronte al Santo Padre. Come un'apparizione. E che, a distanza di tanti anni, raccontano con immutato stupore l'emozione di avere incontrato di persona un protagonista della Storia. In appendice contiene anche una sintesi in inglese, francese, spagnolo e tedesco e può essere richiesto all'indirizzo arcocomunicazione@gmail.com .

Papa Wojtyla con il suo pontificato aprì una stagione completamente nuova nella Chiesa: girò il mondo per evangelizzare, toccando ogni punto della Terra, senza mai fermarsi. E quando decise che era il tempo di riposare scelse il Cadore, perché amava profondamente la montagna, che aveva frequentato negli anni giovanili nella sua Polonia. In Cadore ed in Comelico ebbe l'opportunità di ritornare a contatto diretto con la natura, di contemplare i monti, di sostare nel fresco del bosco. Il panorama di queste Dolomiti cadorine gli era particolarmente congeniale, ed in particolare gli piaceva moltissimo la continua varietà del paesaggio: il prato, il pascolo, il bosco, le rocce, la neve, i corsi d’acqua. Di questo parla il libro: del suo rapporto genuino, franco, pronto alla battuta con i cadorini e di questa contemplazione del creato che qui gli apparve in tutta la sua bellezza. Con un rapporto tutto particolare con il Monte Peralba, la cui scalata rappresentò il momento in cui, come mai prima, arrivò così vicino al cielo. 

Arco 2017 , pagg. 176 tutto a colori, euro 15,00 (per info e richieste: arcocomunicazione@gmail.com)